I formaggi stagionati sono formaggi che, dopo la produzione, attraversano un periodo di maturazione durante il quale cambiano consistenza, profumo, sapore e struttura. Tra i più conosciuti in Italia ci sono Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP, Pecorino Romano DOP, Asiago Stagionato DOP, Montasio DOP, Bitto DOP e Provolone Valpadana DOP.

Non esiste però un unico numero di giorni o mesi che definisca tutti i formaggi stagionati. I tempi dipendono dal tipo di formaggio, dal metodo produttivo e, nel caso delle DOP, dalle regole previste dal rispettivo disciplinare.

Inoltre, “stagionato” non significa necessariamente “a pasta dura”: esistono formaggi a maturazione breve o media che mantengono una pasta morbida o semidura. La durata della stagionatura e la consistenza della pasta sono infatti due criteri di classificazione diversi.

In breve

  • I formaggi stagionati subiscono un periodo di maturazione dopo la produzione.
  • La stagionatura può durare settimane, mesi o anche anni.
  • Non esiste una durata minima universale valida per tutti i formaggi.
  • Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono formaggi a pasta dura e a lenta maturazione.
  • Il Parmigiano Reggiano DOP ha una stagionatura minima di 12 mesi.
  • Il Grana Padano DOP ha una stagionatura minima di 9 mesi.
  • Un formaggio stagionato non è necessariamente un formaggio a pasta dura.
  • Con la maturazione cambiano umidità, consistenza, aroma, gusto e struttura.
  • La stagionatura non permette da sola di stabilire se qualsiasi formaggio sia privo di lattosio.

In questo articolo

Cosa sono i formaggi stagionati?


Un formaggio stagionato è un formaggio che, dopo le fasi iniziali di produzione, viene lasciato maturare per un determinato periodo in condizioni controllate.

Durante questa fase continuano trasformazioni naturali che interessano la pasta del formaggio. Il prodotto perde progressivamente parte dell’acqua, mentre enzimi e microrganismi coinvolti nella maturazione contribuiscono all’evoluzione di proteine e grassi.

Il risultato è un cambiamento progressivo di:

  • consistenza;
  • umidità;
  • aroma;
  • sapore;
  • colore;
  • struttura della pasta;
  • caratteristiche della crosta.

La stagionatura può essere molto diversa da un formaggio all’altro. Alcuni prodotti maturano per poche settimane, altri richiedono diversi mesi; formaggi come Parmigiano Reggiano e Grana Padano possono proseguire la maturazione per anni.

Per questo motivo il termine formaggio stagionato identifica una categoria molto ampia e non un’unica tipologia di prodotto.

Quali sono i formaggi stagionati?


Tra i formaggi stagionati italiani più conosciuti troviamo:

  • Parmigiano Reggiano DOP;
  • Grana Padano DOP;
  • Pecorino Romano DOP;
  • Pecorino Sardo DOP;
  • Pecorino Toscano DOP nelle versioni stagionate;
  • Asiago Stagionato DOP;
  • Montasio DOP;
  • Bitto DOP;
  • Piave DOP;
  • Provolone Valpadana DOP;
  • Caciocavallo Silano DOP;
  • Fiore Sardo DOP;
  • Fontina DOP;
  • Gorgonzola DOP;
  • Taleggio DOP.

L’elenco potrebbe essere molto più lungo perché il patrimonio caseario italiano comprende numerosi formaggi con tempi e tecniche di maturazione differenti.

Questa lista mostra anche perché sarebbe sbagliato pensare ai formaggi stagionati come a una categoria composta esclusivamente da prodotti duri da grattugia.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono esempi di formaggi a pasta dura e lenta maturazione, mentre altri formaggi stagionati mantengono consistenze semidure o morbide.

Elenco dei formaggi stagionati più conosciuti


La tabella seguente permette di confrontare alcuni esempi rappresentativi.

Formaggio Latte prevalente Tipologia della pasta Maturazione
Parmigiano Reggiano DOP Vaccino Dura Minimo 12 mesi, può proseguire per molti anni
Grana Padano DOP Vaccino Dura Minimo 9 mesi, con stagionature più lunghe e Riserva
Pecorino Romano DOP Ovino Dura Variabile in funzione della destinazione del prodotto
Asiago Stagionato DOP Vaccino Compatta, da semidura a dura con la maturazione Diverse fasce di stagionatura
Montasio DOP Vaccino Da semidura a più compatta con la maturazione Diverse fasce di maturazione
Bitto DOP Vaccino, con eventuale latte caprino previsto dal disciplinare Semidura Può raggiungere stagionature lunghe
Provolone Valpadana DOP Vaccino Pasta filata Tempi diversi secondo la tipologia
Fontina DOP Vaccino Semimorbida Maturata
Gorgonzola DOP Vaccino Morbida ed erborinata Maturazione breve o media secondo la tipologia
Taleggio DOP Vaccino Morbida Maturazione relativamente breve

La durata della stagionatura va quindi letta insieme alle caratteristiche proprie di ciascun formaggio. Per i prodotti DOP il riferimento corretto rimane sempre il relativo disciplinare di produzione.

Come si classificano i formaggi in base alla stagionatura?


Non esiste una classificazione commerciale unica applicabile a qualsiasi formaggio, ma è possibile utilizzare alcune categorie generali per orientarsi.

Come riferimento divulgativo, l’Istituto Superiore di Sanità distingue:

  • formaggi freschi, che non subiscono stagionatura;
  • formaggi stagionati a maturazione breve, con una maturazione che può arrivare indicativamente a 20-40 giorni;
  • formaggi stagionati a maturazione media, con maturazione fino a circa 6 mesi;
  • formaggi stagionati a maturazione lenta, con una maturazione superiore ai 6 mesi.

Tra gli esempi di lenta maturazione rientrano formaggi come il Parmigiano.

Questa classificazione è utile per orientarsi, ma non sostituisce le regole previste per ogni singolo prodotto. Una DOP, per esempio, può stabilire tempi minimi precisi e ulteriori indicazioni di stagionatura.

Per approfondire la classificazione generale dei formaggi è possibile consultare anche la scheda dedicata al formaggio sul portale ISSalute.

Formaggi freschi e stagionati: quali sono le differenze?


La differenza principale riguarda la maturazione.

Un formaggio fresco viene consumato poco dopo la produzione e mantiene generalmente una quantità maggiore di acqua, una consistenza morbida e caratteristiche aromatiche più vicine a quelle del latte.

Un formaggio stagionato evolve invece nel tempo.

Caratteristica Formaggi freschi Formaggi stagionati
Maturazione Assente o molto limitata Da breve a molto lunga
Umidità Generalmente maggiore Tende a diminuire
Consistenza Spesso morbida Può essere morbida, semidura o dura
Aroma Più delicato e lattico Tende a diventare più complesso
Gusto Generalmente più fresco e delicato Può diventare più intenso e persistente
Struttura Più elastica o cremosa Può diventare compatta, granulosa o friabile

La stagionatura non rende automaticamente un formaggio “migliore”. Produce semplicemente caratteristiche diverse.

Un prodotto giovane può essere preferibile per una preparazione delicata, mentre una lunga stagionatura può essere più indicata quando si cercano intensità aromatica, friabilità o una struttura adatta alla grattugia e alle scaglie.

Formaggio stagionato significa sempre formaggio a pasta dura?


No. Formaggio stagionato e formaggio a pasta dura non sono sinonimi. La stagionatura classifica un formaggio in base al tempo e al processo di maturazione.
La definizione di pasta dura, semidura o molle riguarda invece soprattutto la consistenza e il contenuto di acqua della pasta.

Un formaggio può quindi essere:

  • stagionato e a pasta dura;
  • stagionato e a pasta semidura;
  • stagionato e a pasta morbida.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono due esempi particolarmente rappresentativi di formaggi a pasta dura e lunga maturazione. Altri formaggi, invece, maturano mantenendo una consistenza più morbida.
Questa distinzione è importante perché permette di classificare correttamente i diversi tipi di formaggi stagionati senza ridurre la categoria ai soli formaggi “grana” o da grattugia.

Cosa cambia nel formaggio durante la stagionatura?


La stagionatura non consiste semplicemente nel lasciare trascorrere del tempo. È una fase attiva della vita del formaggio.

Diminuisce l'umidità

Durante la maturazione una parte dell’acqua presente nel formaggio viene progressivamente persa. La pasta può quindi diventare più compatta e asciutta. Nei prodotti a lunga maturazione questo fenomeno contribuisce allo sviluppo di consistenze particolarmente dure, friabili o granulose.

Cambia la struttura della pasta

Proteine e grassi continuano a trasformarsi durante la maturazione.

La consistenza può passare da più elastica e compatta a maggiormente friabile, granulosa o predisposta alla formazione di scaglie.

Nel Parmigiano Reggiano e nel Grana Padano queste trasformazioni sono particolarmente evidenti confrontando stagionature giovani e più evolute.

Si sviluppano aromi più complessi

Con il passare del tempo cambia anche il profilo aromatico.

Un formaggio giovane può presentare note prevalentemente lattiche e delicate. Con maturazioni più lunghe possono emergere sensazioni più complesse, che variano però in funzione del prodotto, del latte, della lavorazione e della stagionatura.

Cambiano gusto e persistenza

Anche sapidità, intensità e persistenza possono evolvere.

Questo non significa che un formaggio molto stagionato sia sempre preferibile: una maggiore intensità può essere ideale per una degustazione o per alcune ricette, ma meno adatta quando serve un gusto più delicato.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono formaggi stagionati?


Sì. Parmigiano Reggiano DOP e Grana Padano DOP sono entrambi formaggi italiani a pasta dura e lenta maturazione, ma hanno disciplinari e tempi minimi differenti.

Parmigiano Reggiano DOP

Il Parmigiano Reggiano ha una stagionatura minima di 12 mesi.

Da questo momento la maturazione può proseguire molto più a lungo. Sono diffuse stagionature di 18, 24, 30, 36 mesi e oltre, fino a prodotti caratterizzati da maturazioni molto lunghe.
Con il passare del tempo la pasta tende a diventare più asciutta, friabile e granulosa, mentre il profilo aromatico diventa generalmente più intenso e articolato.
Nella guida Boni sulle stagionature del Parmigiano Reggiano è possibile approfondire come cambiano caratteristiche e utilizzi da 12 mesi fino alle lunghe stagionature.

Grana Padano DOP

Il Grana Padano DOP può essere commercializzato come tale a partire da una stagionatura minima di 9 mesi.

La maturazione può poi proseguire. Tra le principali indicazioni troviamo Grana Padano Oltre 16 mesi e Grana Padano Riserva Oltre 20 mesi, oltre a stagionature più lunghe. Anche in questo caso i mesi modificano progressivamente gusto, friabilità, granulosità e intensità aromatica.
La guida Boni sulla stagionatura del Grana Padano approfondisce le diverse fasce e i relativi utilizzi.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano: la stagionatura non è l'unica differenza


Parmigiano Reggiano e Grana Padano vengono spesso associati perché entrambi appartengono alla famiglia dei formaggi italiani a pasta dura e lunga maturazione.

I mesi di stagionatura, però, rappresentano soltanto una delle differenze.

Cambiano anche:

  • zona di produzione;
  • disciplinare;
  • alcune regole relative all’alimentazione delle bovine;
  • lavorazione del latte;
  • ingredienti ammessi;
  • caratteristiche sensoriali;
  • fasce e denominazioni legate alla maturazione.

Per questo non è corretto considerare il Grana Padano semplicemente un Parmigiano Reggiano meno stagionato, né il Parmigiano Reggiano un Grana Padano con più mesi.

Sono due DOP autonome, ognuna con una propria identità produttiva.

I formaggi stagionati sono senza lattosio?


Non necessariamente.

È frequente associare automaticamente una lunga stagionatura all’assenza di lattosio, ma non è corretto dedurre che qualsiasi formaggio stagionato sia privo di lattosio soltanto in base al numero di mesi.

La quantità residua dipende dal prodotto e dal processo produttivo. Per sapere se un formaggio può essere definito senza lattosio o naturalmente privo di lattosio bisogna fare riferimento alle caratteristiche specifiche, alle informazioni ufficiali e all’etichetta.

Parmigiano Reggiano DOP e Grana Padano DOP sono due casi importanti: entrambi sono naturalmente privi di lattosio secondo le rispettive caratteristiche produttive.

Nel Parmigiano Reggiano il lattosio viene eliminato naturalmente nelle prime fasi della produzione e non è quindi necessario attendere una stagionatura di 24, 30 o 36 mesi per questa caratteristica.

Anche per il Grana Padano non è necessario scegliere una Riserva o una stagionatura molto lunga soltanto per il tema del lattosio.

Per approfondire è possibile consultare la guida Boni sul Parmigiano Reggiano senza lattosio e l’approfondimento dedicato a Grana Padano e lattosio.

L’intolleranza al lattosio va inoltre distinta dall’allergia alle proteine del latte: un formaggio naturalmente privo di lattosio rimane comunque un prodotto derivato dal latte.

Quali sono i formaggi a lunga stagionatura?


Sono considerati a lunga o lenta maturazione i formaggi che proseguono la stagionatura per periodi prolungati.

Tra gli esempi italiani più rappresentativi troviamo:

  • Parmigiano Reggiano DOP;
  • Grana Padano DOP;
  • alcune tipologie di Pecorino;
  • Bitto DOP;
  • alcune stagionature di Asiago DOP;
  • alcune stagionature di Montasio DOP;
  • Piave DOP nelle versioni più mature.

Non tutti hanno però gli stessi tempi.

Il Parmigiano Reggiano ha un minimo di 12 mesi e può raggiungere stagionature di molti anni. Il Grana Padano parte invece da 9 mesi e comprende fasce più evolute come Oltre 16 mesi e Riserva Oltre 20 mesi.

Quando si parla di “lunga stagionatura”, quindi, è sempre utile specificare di quale formaggio si tratta.

Come scegliere un formaggio stagionato?


La scelta dipende soprattutto dall’utilizzo e dal risultato desiderato.

Per la grattugia

Sono particolarmente indicati formaggi con pasta compatta, asciutta e granulosa, capaci di essere grattugiati con facilità.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono due riferimenti classici per pasta, risotti, minestre, ripieni e preparazioni al forno.

Per le scaglie

Una buona friabilità e una struttura capace di rompersi in scaglie sono utili per insalate, carpacci, taglieri e piatti in cui il formaggio viene utilizzato come elemento visibile.

Le stagionature intermedie o più evolute di Parmigiano Reggiano e Grana Padano si prestano particolarmente bene a questo impiego.

Per cucinare

Non sempre la stagionatura più lunga è la scelta migliore.

Un prodotto più giovane può fondere più facilmente e avere un gusto meno dominante. Un formaggio più maturo può invece conferire maggiore intensità aromatica e struttura.

La scelta va quindi fatta in funzione della ricetta.

Per la degustazione

Quando il formaggio è protagonista, stagionature più evolute permettono di apprezzare maggiormente struttura, friabilità, persistenza e complessità aromatica.

In questo caso diventano interessanti anche confronti tra differenti mesi di maturazione dello stesso formaggio.

Formaggi stagionati e utilizzo professionale


Nel canale professionale, la stagionatura è anche un criterio di assortimento.

GDO, grossisti, distributori, Horeca e food service possono scegliere prodotti differenti in funzione di:

  • gusto desiderato;
  • formato;
  • destinazione d’uso;
  • fascia di prezzo;
  • posizionamento;
  • utilizzo da tavola o da grattugia;
  • necessità di porzionatura;
  • mercato di destinazione.

In Boni lavoriamo quotidianamente con Parmigiano Reggiano DOP e Grana Padano DOP in diverse stagionature e formati.

Il Parmigiano Reggiano viene prodotto nei nostri caseifici e seguito lungo la filiera fino alla stagionatura, al confezionamento e alla distribuzione. Per il Grana Padano ci occupiamo invece di selezione, stagionatura, confezionamento e commercializzazione.

Le differenti maturazioni possono essere abbinate a forme intere di Parmigiano Reggiano, spicchi, grattugiato fresco, scaglie e altri formati professionali. Per il Grana Padano sono disponibili forme intere, spicchi e grattugiato fresco destinati a differenti canali di vendita e utilizzo.

Domande frequenti sui formaggi stagionati

Un formaggio è stagionato quando, dopo la produzione, viene sottoposto a un periodo di maturazione. Non esiste però un numero di giorni o mesi universale: durata e classificazione dipendono dal tipo di formaggio e dalle relative regole produttive.

No. Stagionatura e consistenza sono criteri diversi. Esistono formaggi stagionati a pasta dura, semidura e anche morbida.

No. Non si può stabilire l’assenza di lattosio soltanto in base alla stagionatura. Bisogna verificare le caratteristiche specifiche del prodotto e le informazioni ufficiali. Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono naturalmente privi di lattosio.